La Val Venegia e il Cristo Pensante

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Abbiamo la fortuna di vivere relativamente vicino le Dolomiti quindi perchè non approfittarne?

Ci si incontra il mattino presto a Verona Est condividendo i posti auto, gli zaini e gli scarponi nel bagagliaio e via, si parte!

LA META?

Il Parco Naturale di Paneveggio-Pale di San Martino, in Trentino.

In neanche tre ore di auto arriviamo al parcheggio di Pian dei Casoni, tra il Passo Rolle e il Passo Valles.

Qui la tempesta Vaia dello scorso autunno ha colpito con violenza inaudita, come in altre zone molto localizzate. 

L’impatto è forte, gli abeti rossi che prima erano dritti come fusi, famosi nel mondo per via dei violini di Stradivari, sono caduti come stuzzicadenti rovesciati, molti sono stati rimossi ed ora, quasi un anno dopo, restano chiazze vuote indelebili. 

Noi guide abbiamo il pallino di proporre itinerari ad anello, per rendere le escursioni più varie ed evitare tratti noiosi. A parte che la noia in ambiente non dovrebbe esistere, ci sono dei luoghi che meritano d’essere percorsi in orari diversi perchè il paesaggio ricco di stimoli cambia repentinamente. 

Questo accade in Val Venegia. Dicono sia la più bella valle dolomitica e in effetti non fatichiamo a crederci, il giro ad anello questa volta non s’ha da fare.

Immagine © Anna Veronesi

Ci incamminiamo quindi risalendo la valle, il sole sbuca da dietro le Pale di San Martino che appaiono avvolte di magia. La camminata è in leggera salita, il gruppo allegro e affiatato e in men che non si dica ci troviamo ai piedi dei ghiaioni che scendono dalle cime.

Il Mulaz, il Focobon, la cima dei Bureloni, il campanile Travignolo, la cima Vezzana, il Cimon della Pala accompagnano gli escursionisti, svelandosi e vestendosi di nuvole, cortine leggere e sipari pesanti che nulla lasciano intravedere.

Lo sguardo risale il torrente Travignolo che scorre nella Val Venegia fino alla sua sorgente, dove rimane traccia del ghiacciaio omonimo. 

Dopo alcuni tornanti si arriva alla famosa Baita Segantini. Poco prima parte il sentiero del trekking del Cristo Pensante che porta sul Monte Castellaz dove da 10 anni è situata anche la statua che dà il nome al trekking. Questi luoghi sono anche ricchi di memoria storica, qui s’è combattuta la Grande Guerra. 

Una volta in cima ecco la soddisfazione d’esser arrivati e di mangiare un panino con vista mozzafiato su Lagorai, vallata di Paneveggio con il lago artificiale incastonato, la parete sud della Marmolada

Poi si scende, ripercorrendo lo stesso percorso, mai uguale all’andata. Dopo le nuvole dell’ora di pranzo, il pomeriggio s’è rivelato meraviglioso. Le classiche foto di gruppo, il fermarsi più e più volte a contemplare lo scenario attorno, il parlare di come si vive il camminare in montagna, l’aspettativa dello yogurt con i frutti di bosco della Malga Venegiota

ERA BUONO?

Di sicuro sì ma siamo arrivati troppo tardi e la malga era ormai chiusa…

Che dire se non che è stata un’altra magnifica escursione? Tra le Dolomiti si gioca facile, non c’è dubbio, ma non ci stancheremo mai di ripeterlo, la riuscita di un’escursione è anche merito delle persone che si affidano a noi.

Quindi GRAZIE.

Ringrazio particolarmente Lucia che a suo tempo mi aveva suggerito di aggiungere la salita al Cristo Pensante a questa escursione che inizialmente non la prevedeva, ne è valsa la pena!

Ora godiamoci le fotografie, sono tante e di autori diversi, tutti splendidi Escursionisti Divertenti

Alla prossima!

Testo © Lorenza Faccioli

Immagini © Adele Capua

Immagini © Ivan Gallini

Immagini © Silvia Gonzato

Immagini © Anna Veronesi

Immagini © Alessandra Vicenzi

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