Sentiero E5: da Avesa a Montecchio

Chi visita Verona e soprattutto chi ci vive e lavora, difficilmente conosce un luogo così particolare come la Val Borago, ad Avesa.

Avesa, frazione di Verona, si trova a nord del quartiere di Borgo Trento, verso le colline della città. 

Ad un tiro di schioppo da piazze e vie affollate di turisti c’è la possibilità di addentrarsi ed essere catapultati in ere geologiche o in luoghi terrestri che poco hanno a che fare con una città come Verona, almeno nell’immaginario di molte persone.

Il Sentiero Europeo E5 che comincia dal Lago di Costanza ha il suo termine proprio ad Avesa. Da qui è partito il mio progetto, accompagnare le persone alla scoperta di luoghi poco conosciuti ma meritevoli d’esserlo.

La risposta partecipativa a questa prima tappa è stata forte, un gruppo di persone motivate, attente e davvero ben disposte alla “scoperta”.

La scoperta di quei dettagli che rendono unico il Vajo Borago, un’area S.I.C., Sito d’Interesse Comunitario, soggetto alle direttive europee per la conservazione e valorizzazione di flora e fauna selvatiche.

Le pareti rocciose di questa valle stretta sono costituite di roccia carbonatica ricca di fossili, la Pietra di Avesa, chiamata in modo non corretto “tufo”, con la quale sono stati costruiti numerosi edifici di Verona già in epoca romanica. Non mancano in questa zona cave ormai dismesse. Questo Calcare Nummulitico è stato plasmato dall’azione del ghiaccio e dell’acqua del torrente creando forme meravigliosamente affascinanti.

Il sentiero E5 nel tratto del Vajo Borago è molto mutevole, percorre infatti il letto del torrente, esso stesso variabile in base agli episodi di pioggia, etc.. Il termine “selvaggio” qui è d’obbligo.

Camminare sulle pietre, dove in alcuni periodi dell’anno scorre acqua e dove il sole con i suoi raggi arriva poco, non è da sottovalutare. Bisogna prestare molta attenzione e se non ci sono le condizioni per percorrerlo è meglio rinunciare.

Il torrente Borago ogni tanto appare durante il nostro cammino. 

Anche questo è un inverno anomalo, infatti troviamo fioriture di noccioli, primule, epatiche, violette e polmonarie, alcune di queste più tipiche del mese di marzo.

Le felci, lingua cervina e polipodio, ed il muschio sono rigogliosi e davvero non ci si capacita di essere praticamente in città.

Dopo circa 5 chilometri 3 rampe di scale in ferro aiutano gli escursionisti a superare un salto di roccia altrimenti insormontabile data la sua altezza.

Da lì si torna nel greto del torrente e poi, dopo altri tratti di bosco collinare eccoci sbucare a Montecchio, la nostra meta per il pranzo al sacco. 

Da lì si rientra ad Avesa in circa due ore lungo un sentiero che percorre la dorsale tra Avesa e Quinzano, il 262

La prima tappa è andata alla grande, per conoscere le prossime segui gli eventi aggiornati mensilmente su www.sentieroe5.it ed iscriviti alla newsletter anche per gli altri eventi.

Grazie a tutti gli Escursionisti che hanno partecipato!

Gustatevi le immagini e scorrete fino in fondo….

Fotografie © Tina Viti

Fotografie © Ida di Mantova

Fotografie © Ivan Gallini

6 commenti su “Sentiero E5: da Avesa a Montecchio”

  1. E’ stata una bellissima esperienza sia di incontro di nuove persone e sia di scoperta di nuovi luoghi “selvaggi” alle porte di Verona. UN plauso alla organizzazione che non solo ci accompagna ma ci “coccola”.

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