Sentiero E5: dal Ponte di Veja ad Erbezzo

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Il progetto sul Sentiero E5 è per me in primis una scoperta che mi trasmette tanta energia positiva. 

Ad esempio questa seconda tappa dal Ponte di Veja ad Erbezzo e ritorno è qualcosa di veramente sorprendente per chi ama escursioni di un certo impegno.

In tre settimane l’ho percorsa tre volte, la prima per fare il sopralluogo, le altre due per accompagnare due gruppi di fantastici escursionisti.

Si tratta di un itinerario abbastanza impegnativo perchè in 17 km si scende e risale più volte, coprendo un dislivello di circa 900 metri in salita e altrettanti in discesa. 

Non ci sono tratti alpinistici ma le condizioni climatiche possono rendere il percorso più o meno insidioso. 

In queste domeniche di febbraio sembra di essere a fine marzo, alle quote comprese tra i 600 metri del Ponte di Veja ed i 1100 metri di Erbezzo il caldo si fa sentire parecchio. 

Siamo partiti da questo luogo simbolo della Lessinia veronese, il Ponte di Veja, arco naturale di circa 40 metri, maestoso, creato dal crollo di una grande grotta carsica di cui è rimasto questo ponte fatto di calcari di Rosso Ammonitico.

Sotto scorre il torrente del vajo Crestena alimentato dalla sorgente della Grotta dell’Acqua. Nell’altra grotta ai piedi del ponte, la Grotta A o Grotta dell’Orso, vive una colonia di numerosi chirotteri, i pipistrelli. In entrambe le grotte sono stati fatti importanti ritrovamenti di ambito preistorico.

Il Ponte di Veja è quindi un luogo da far conoscere e da preservare. Il sentiero E5 passa proprio da lì. 

Ho scelto di far scoprire questo ponte al ritorno, risalendo lo splendido vajo per sbucare da sotto, ammirando così in toto la bellezza di questo luogo.

La prima parte di escursione avviene sul sentiero 257 che inizialmente porta nel Vajo della Marciora, umido e selvaggio, facendoci poi salire a Ceredo lungo una comoda mulattiera. 

Dopo una lauta merenda il percorso diviene più impegnativo. Da Ceredo si deve scendere nel Vajo dei Falconi, completamente diverso da quello della Marciora. Un vajo più largo, più secco, privo di forme carsiche e di piante come le felci, ciò è dovuto alla maggiore insolazione, almeno in questo punto.

Il sentiero che scende è molto ripido e stretto, c’è da ringraziare le persone volontarie e abitanti del luogo che lo mantengono “pulito” e lo segnalano.

Un tratto ripido ma breve ci fa salire su una mulattiera più dolce, fino ad arrivare nei pressi di Cappella Fasani tra castagni e laste a delimitare le diverse proprietà. 

Da lì un altro piacevole tratto di faggeta fino ad Erbezzo, 9 km di scendi e sali che ti fanno vivere ed apprezzare una Lessinia diversa dai soliti itinerari.

Il pranzo al sacco ed il caffè al bar della piazza di Erbezzo fanno dimenticare la fatica e ci preparano al ritorno, questa volta tutto sul sentiero E5.

Si scende in modo dolce lungo la dorsale, tratti asfaltati ma al di fuori della strada provinciale si alternano a strade sterrate e sentieri boschivi. 

Intravediamo il costone verticale di roccia che “precipita” nel Vajo dell’Anguilla, altra importante valle stretta che dalla Lessinia scende nella pedemontana di Verona.

Una volta raggiunto il Ponte Basasenoci, a quota 480 metri circa, manca l’ultima risalita per rientrare al punto di partenza. 

Qui nel letto del torrente ci si attarda a scattare fotografie, c’è acqua che scorre, centinaia di bucaneve fioriti e tantissime felci lingua di cervo che rendono questo luogo magico. 

Ecco che gli ultimi sforzi ci premiano con la vista del Ponte di Veja da sotto, spettacolare. 

Manca solo una cosa, una meritatissima birra presso la rinomata Trattoria Ponte di Veja.

Grazie alle belle persone che hanno camminato con me, nei loro occhi ho visto stupore e serenità.

Alla prossima!

Escursione di domenica 16 febbraio 2020

Immagini © Ivan Gallini

Escursione di domenica 23 febbraio 2020

Immagini © Daniele Zambaldo

Immagini © Monica Rossin

Immagini © Maria Rosa Quintarelli

Immagini © Sonia Zanato

Immagini © Michele Marconi

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