Tra le malghe Malera, regno di pascoli e camosci

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La Lessinia, l’altopiano dei silenzi, è la montagna di Verona.

Noi guide, veronesi, organizziamo spesso escursioni lungo i sentieri che la attraversano anche perchè ce n’è per tutti i gusti.

La vocazione rurale di questo territorio convive con quella più selvatica, a volte con non poche difficoltà.

Ci sono poi dei luoghi che sono stati sfruttati negli anni e cementificati in nome di un turismo sciistico che ormai non può più funzionare.

Il più conosciuto da questo punto di vista è San Giorgio di Boscochiesanuova. Senza entrare nelle questioni burocratiche, San Giorgio è comunque un importante punto di partenza e di arrivo per diversi itinerari, a circa 1500 metri di quota.

Sabato pomeriggio siamo partiti da lì verso le malghe Malera, per gustarci il tramonto, i pascoli, i camosci, la luna piena e per poi cenare insieme presso l’Agriturismo Malga Campolevà di Sotto.

Si sa, al tempo non si comanda e infatti mentre in pianura pareva piena estate con sole e afa, in montagna l’afa ha creato nuvole che non ci hanno mai abbandonato. 

Va da sè che il tramonto è stato delle tonalità del grigio e che la luna piena s’è concessa solo per un attimo tornando verso le auto dopo l’ottima cena.

QUINDI, ESCURSIONE FALLITA?

La risposta la lascerei a chi ha partecipato ma credo saranno tutti d’accordo con me: no, l’ESCURSIONE è RIUSCITA!

Camminare sulle strade di pietre bianche e rosa e sui sentieri ad un orario tardo pomeridiano significa incontrare pochissime persone.

Invece la probabilità di riuscire ad avvistare animali selvatici aumenta notevolmente, come accade alle prime luci del giorno.

Dopo aver incontrato le vacche vicino alla loro stalla e aver udito le grida delle marmotte siamo saliti sul crinale che dal monte Grolla porta verso il Passo Malera, a quota 1722 metri.

Qui si cammina lungo il filo spinato che ci avverte della ripidità del versante che scende inesorabile nella Valle di Revolto.

In giornate limpide la visuale è spettacolare a 360°. Si spazia dal Gruppo del Carega a Nord, al Plische, Zevola, Terrazzo, alla valle di Revolto, Giazza, la montagna Lobbia, alla Val d’Illasi, gli Appennini verso Sud, il basso Garda, il monte Pastello, il Baldo ad Ovest, insomma, tanta roba!

MA I CAMOSCI, LI AVETE VISTI?!

Certo che sì!

Gli alti pascoli delle malghe Malera e il versante roccioso che scende nella valle Revolto sono il loro regno.

E allora ci siamo messi in silenzio e li abbiamo ammirati, in posa a guardarci o leggiadri correr via.

La camminata è proseguita poi scendendo nel Valon del Malera, valle che fu lingua glaciale, ricca di fossili marini nelle sue rocce sedimentarie e con il Buso del Valon, cavità carsica che contiene neve del passato.

Potrei scrivere parecchio, di doline, carsismo, del luogo più freddo di Verona, di impronte di dinosauri, di fossili problematici, di baiti e giassare ma il consiglio è venire in cammino con noi per sentirsi raccontare ciò che il territorio offre.

La serata si è conclusa in modo frizzante e allegro cenando alla splendida e accogliente Malga Campolevà di Sotto. Gli gnocchi di malga, formaggi e salumi del Baito Jegher, verdure, polenta, buon vino e dolci hanno arricchito di convivialità un sabato sera di metà settembre. 

GRAZIE di cuore alle persone che ho accompagnato, simpatiche, ben disposte e rispettose. Non è da tutti fermarsi in silenzio ogni due passi ad osservare animali lontani, oppure farmi notare la presenza di un orbettino, di anfibi e fiori che mi erano sfuggiti. Le guide imparano ad ogni escursione, non c’è dubbio.

A presto per nuove Avventure 🙂

Testo © Lorenza Faccioli

Immagini  © Ivan Gallini

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