Trekking da Giazza al Carega passando dalla Val Fraselle

Quando organizzi un’escursione molti sono i dubbi che possono nascere, dall’incognita meteorologica al feeling tra le persone partecipanti. Se devi accompagnare un gruppo in un trekking di più giorni queste incognite divengono le priorità. 

Venerdì 16 e sabato 17 agosto sono partita per un trekking di due giorni lungo valli e montagne vicine a casa, luoghi che conosco più di altri e che amo particolarmente. Per la prima volta ho portato un gruppo di persone sulla Cima Carega lavorando come loro guida. 

Com'è andata?

Alla grande. 

Davvero, le incognite di cui parlavo sopra si sono risolte in condizioni meteo ottimali e in un bel feeling tra le persone partecipanti, che ringrazio profondamente per l’ottima riuscita di questa esperienza.

Il nostro itinerario

1° giorno:

In un periodo come il mese di agosto andare sul Carega significa trovare tanti escursionisti lungo i sentieri. Volendo rendere il trekking più piacevole ed “esclusivo” è necessario scegliere percorsi alternativi ai più blasonati e frequentati.

Da qui la scelta di partire e tornare a Giazza (frazione di Selva di Progno, Verona), punto d’incontro tra la Val di Revolto e la Val Fraselle, percorse entrambe.

Il nostro trekking è cominciato venerdì mattina alle 8 con una buona colazione presso l’Osteria Ljetzan. Dalla piazza di Giazza ci siamo poi spostati all’inizio del sentiero della Val Fraselle percorrendola fino alle malghe omonine, prima la malga Fraselle di Sotto e poi quella di Sopra.

Dalle malghe Fraselle abbiamo continuato il nostro cammino fino al Passo Zevola e al Passo Tre Croci. Qui, punto d’incontro tra le province veronese, vicentina e trentina, comincia una salita breve ma intensa. Gradoni di roccia portano al Passo Plische con paesaggi mozzafiato, da lì comincia la discesa piacevole verso la Porta di Campobrun e la nostra meta, il Rifugio Scalorbi, a 1767 metri di quota.

Se si è prenotato la cena e il pernotto in un rifugio alpino è bene arrivare nel pomeriggio, così si alleggerisce il lavoro dei gestori e si ha il tempo per rilassarsi con una birra fresca e le giocate a carte!

Dopo la cena abbiamo raggiunto il letto presto, il mattino del sabato ci aspettava la salita alla Cima Carega ma soprattutto il lungo ritorno a Giazza.

2° giorno:

Dopo la notte in rifugio e una buona colazione abbiamo ripreso il nostro itinerario. Dal Passo Pelegatta si intravedeva il riflesso del sole sul mare della Laguna Veneta. Il sentiero 109 sale in modo dolce e piacevole, tra camosci e stelle alpine.

Raggiunta la Bocchetta Mosca con visuale sul Pasubio abbiamo cominciato la salita a tornanti sul ghiaione fino ad arrivare al Rifugio Fraccaroli. A pochi minuti la Cima Carega, 2257 m, punto più alto del nostro trekking.

Da lì, prima dell’ora di pranzo siamo scesi verso il Rifugio Pertica, il Revolto, il Boschetto fino ad arrivare, stanchi ma felici, a Giazza, conclusione del nostro anello.

Due giorni faticosi, superando 1700 metri di dislivello in salita totali e 1400 in discesa. Due giorni speciali, con limiti personali superati, prime passi su queste cime, lacrime di gioia e risate rilassate. 

Io, la guida, ringrazio tutti coloro che si sono affidati a me, condividendo il cammino in questi luoghi magici. 

GRAZIE  e alla prossima!

 

4 commenti su “Trekking da Giazza al Carega passando dalla Val Fraselle”

  1. Prima mia uscita con Verdi Intenti….e stasera il primo bis…che dire…mi hanno rapito il cuore con la loro premura,competenza,professionalità e simpatia…un grazie particolare a Lorenza, guida TOP,a Daniele ed Alessamdro ,splendidi compagni di scarpinate,chiacchiere,risate

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